In questo post vi parlavo di come, secondo me, molte persone non abbiano la minima idea di cosa sia in effetti questo “libero mercato” di cui  tanto si parla. Per questo motivo, vorrei ora vedere insieme a voi quali sono le 5 caratteristiche di un libero mercato.

Siete pronti? Bene, allora prendete una borsa della spesa abbastanza capiente e seguitemi. Vi porto, insieme a mia figlia, a fare una breve visita al tradizionale mercato che si tiene tutti i sabati mattina in centro città a Brescia, dove abito.

“Ué, Andrea, ti ha dato di volta il cervello? O forse hai allungato il caffè con qualche prodotto strano? Hai detto che ci spiegavi le 5 caratteristiche di un libero mercato e adesso ci porti in giro con tua figlia? Guarda che noi non abbiamo tempo da perdere, sai?”

A parte il fatto che ultimamente sto cercando di ridurre il consumo di caffè, vi assicuro che sono serissimo. D’altronde sto seguendo l’esempio di un illustre economista, nonché ex Presidente della nostra Repubblica. Parlo di Luigi Einaudi, che nelle sue “Lezioni di politica sociale” partiva proprio dall’esempio di una sagra di paese, per illustrare il funzionamento di un’economia di mercato.

Bando alle ciance, quindi, e mentre mia figlia si tuffa tra le bancarelle del mercato alla ricerca di un cerchietto per capelli, vediamo quali sono le caratteristiche di un libero mercato:

1  – Presenza di una moltitudine di compratori e venditori

 

La prima essenziale caratteristica di un libero mercato è che vi siano tanti compratori e tanti venditori, e da questo punto di vista non ci sono problemi: ci sono 97 bancarelle nel mercato di Brescia! Quanto ai compratori, non chiedetemi di fare una stima, sono pessimo in questo genere di cose. Posso solo dirvi che si fa fatica a muoversi tra le bancarelle, da tante sono le persone presenti, e che sto aspettando il mio turno per comprare del formaggio da cinque minuti buoni!

2 – I beni offerti dai venditori sono tra loro omogenei

 

Come vi dicevo, mentre mia figlia sta cercando un cerchietto per i capelli, io sono in coda per comprare il formaggio: se mi stancassi di stare in fila, potrei fare pochi passi e trovare altri banchetti di salumi e formaggi. In tutti i banchetti, troverei quello che mi serve, perché tutti vendono più o meno gli stessi tipi di merce. Dal momento però che la coda agli altri banchi mi sembra uguale a quella del banco in cui già mi trovo, decido di rimanere dove sono.

3 – Non esistono posizioni dominanti: nessuno è in grado di imporre un proprio prezzo

 

Questa caratteristica è più difficile da scrivere che da capire. Vi ho già detto che sto cercando di comprare del formaggio, e che ci sono diversi banchetti che vendono formaggi. Osservando i prezzi dello specifico tipo di formaggella che vorrei acquistare, noto che tutti i banchi la stanno vendendo esattamente allo stesso prezzo. In altre parole: è come se tutti i banchi del mercato fossero perfettamente uguali tra loro, e vendessero lo stesso bene allo stesso identico prezzo.

Nessuno dei banchi potrebbe alzare il prezzo, perché se lo facesse non avrebbe più clienti: perché, infatti, i clienti dovrebbero spendere di più, per comprare del formaggio che possono trovare ad un prezzo più basso a pochi metri di distanza?

Ma cosa succederebbe se uno dei banchi decidesse di abbassare il prezzo? Non potrebbe accaparrarsi così tutta la clientela? Giusta osservazione: per rispondere in modo completo, occorrerebbe un altro post, più lungo e complicato. Per ora mettiamola così: dal momento che nessuno dei banchi in effetti vende il suo formaggio ad un prezzo più basso degli altri, vuol dire che non lo può fare. C’è forse una legge che glielo impedisce? No, non esiste (per fortuna, dico io!) nessuna legge che fissa il “prezzo delle formaggelle vendute al mercato di Brescia, il sabato mattina”. Ci sono, però, ragioni economiche: se abbassasse il suo prezzo, avrebbe più clienti, ma si troverebbe ad operare in perdita.

Questo perché,  in un “libero mercato”, il prezzo viene determinato in modo automatico dal mercato stesso, ad un livello che è appena sufficiente a coprire tutte le spese dei venditori. Questa cosa è importantissima: cercate di tenerla a mente.

Essa ci dice anche altre due cose molto importanti, su cui avremo modo di tornare: in un libero mercato non esiste la concorrenza di prezzo, perché tutti fanno esattamente lo stesso prezzo. In conseguenza di questo, in un libero mercato è molto difficile (se non praticamente impossibile), fare dei grandi profitti (e infatti le persone dietro ai banchi non danno l’impressione di essere dei miliardari!).

4 – Compratori e venditori sono perfettamente informati

 

Spesso quando si parla delle caratteristiche di un libero mercato, si tende a trascurare questo punto, che per me invece è molto importante! Tanto per dirne una, è proprio questa caratteristica (o meglio, la sua tragica mancanza), che a mio parere spiega molte delle inefficienze degli attuali mercati finanziari.

In ogni caso, torniamo a noi: cosa vuol dire che compratori e venditori sono perfettamente informati? Vuol dire che entrambi conoscono bene le caratteristiche del mercato, ed in particolare due aspetti: cosa si sta vendendo e comperando, e a quale prezzo.

Torniamo all’esempio del formaggio: io so perfettamente come è fatta e quali devono essere le caratteristiche della formaggella che voglio acquistare, perché l’ho già comprata (e mangiata) innumerevoli volte in passato! Se qualcuno provasse a spacciarmi per formaggella un prodotto differente, o provasse a vendermi una formaggella di scarsa qualità (per dire, con un po’ di muffa), io me ne renderei conto, e non procederei all’acquisto.

Allo stesso modo, io so già (sempre grazie all’esperienza accumulata), quanto dovrebbe costare al chilo la formaggella di cui sopra. Ancora una volta, se qualcuno provasse a vendermi la formaggella ad un prezzo più alto, sarei in grado di accorgermene e non la comprerei a quel prezzo.

5 – Non esistono barriere all’entrata o all’uscita

 

Questo vuol dire che tutti i soggetti presenti sul mercato sono liberi di entrarvi o di uscirvi a piacimento. Questa è una caratteristica che non si adatta in modo proprio perfetto al mercato di Brescia, per un motivo molto semplice. I posti sul mercato sono in numero limitato, e sono assegnati dal Comune. Se io volessi andare con il mio banchetto a vendere i miei formaggi, non potrei farlo: dovrei prima ottenere l’autorizzazione comunale.

Questo potrebbe sembrare un ostacolo (e quindi una barriera) ma in effetti, a livello teorico, non lo è. Dopo tutto, i posti non sono assegnati per sempre. Potrei sempre attendere l’apposito bando e fare domanda per poter entrare anche io a far parte del mercato. Allo stesso modo, il proprietario di un attuale banco che volesse decidere di smettere con la sua attività avrebbe sempre la possibilità di non chiedere il rinnovo della autorizzazione, uscendo così dal mercato.

Il punto essenziale in ogni caso rimane: nessuno è costretto ad entrare o a rimanere sul mercato se non vuole. Al tempo stesso, se uno vuole entrare sul mercato, è libero di provarci.

Okay, direi che si è fatto tardi ed il post peraltro è già abbastanza lungo: io ho comprato il formaggio, mia figlia ha trovato il suo cerchietto e possiamo tornare a casa. I vari banchi del mercato cominciano a smontare, i clienti se ne tornano alle loro abitazioni. Per quello che ci riguarda, spero che ora sia più chiaro a tutti quali siano le caratteristiche di un libero mercato. Ci vediamo al prossimo post.

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