Di questi tempi, è difficile sentire parlare di economia senza che vi siano continui rimandi al “libero mercato”, o al “mercato di concorrenza”. Ma siamo proprio sicuri che le persone sappiano cosa si intende per libero mercato?

In effetti, io credo che la maggioranza delle persone non sappia cosa si intende per libero mercato. Peggio ancora: quando parlano di “libero mercato”, le persone in effetti si riferiscono a mercati che non sono per niente liberi.

Lasciate che vi racconti un aneddoto al riguardo, una storia vera. L’altro venerdì sera stavo facendo un aperitivo con un mio amico. Dopo le classiche domande sul lavoro e la famiglia, non so come mai siamo finiti a parlare di libero mercato. Ora, so già che molti di voi strabuzzeranno gli occhi, si faranno andare di traverso le patatine e cominceranno a dirmi “Dai Andrea, ma tu il venerdì sera con gli amici ti metti a discutere di economia? Non hai niente di meglio di cui parlare”?

In effetti, devo confessare che i nostri venerdì sera di solito sono dominati da altri temi di conversazione, ma l’altra sera era un po’ moscia, c’era poco giro, … insomma abbiamo parlato di libero mercato, non so cosa farci.

Ora, dovete sapere che questo mio amico è un imprenditore di successo, uno che tutti i giorni opera sul mercato. Raccontandomi la sua esperienza, ad un certo punto è sbottato: “questo famoso libero mercato di cui si parla tanto è una farsa, è solo un modo per far soffrire le persone”. E da lì è andato avanti a raccontarmi tutta una serie di interessanti retroscena sul suo settore.

Man mano che il mio amico procedeva con il suo racconto, mi rendevo però conto di come tutti i fatti di cui mi stava parlando avessero poco a che fare con il libero mercato. Alcuni erano illegali, altri erano tipici di un mercato caratterizzato da abusi di posizioni dominanti, o da comportamenti di oligopolio. In altre parole, il mio amico era convinto di operare in un “libero mercato”, di cui era bravissimo a mettere in luce tutti gli aspetti negativi e le distorsioni … peccato solo che il
mercato di cui stava parlando fosse tutto meno che libero
!

Perché è così importante capire cosa si intende per libero mercato?

 

So già cosa vi starete chiedendo: Andrea, ma perchè ci stai raccontando questa bella storiella? Cosa vorresti dirci?

Quello che vorrei dire è molto semplice, ma al tempo stesso importante (almeno per me)! Il punto è che ci siamo talmente abituati a sentir ripetere le due parole libero mercato che ormai le applichiamo in modo automatico. Così facendo, però, usiamo il termine “libero mercato” anche per definire mercati che non sono per niente liberi.

Notate bene che questo errore non è fatto solo dal cosiddetto “uomo della strada”, o da soggetti poco informati, ma anche dagli stessi operatori specializzati! Il mio amico conosceva alla perfezione tutti i minimi dettagli del suo mercato: solo che era convinto che il suo fosse un “libero mercato”, mentre invece non lo era!

Aggiungete a questo il fatto che il mio amico era perfettamente in grado di accorgersi che il suo mercato funzionava male e danneggiava molte persone. Il problema è che attribuiva la colpa di questi aspetti negativi, al fatto che il suo mercato fosse un “libero mercato”. Anni prima, quando il suo mercato non era libero, ma era regolato dallo Stato, molti di questi effetti negativi non c’erano, o erano minori.

Ancora una volta, il discorso è generale: il mondo è pieno di mercati che funzionano male e che per questo motivo producono infelicità ed effetti negativi. Dal momento che la maggior parte di noi crede che dire “mercato” significhi la stessa cosa di dire “libero mercato”, molti di noi finiscono per convincersi che i “mercati” funzionino male proprio perché sono “liberi”.

Se le cose stanno in questo modo, ovviamente la prima cosa da fare è finirla una volta per tutte con questi liberi mercati, per tornare a delle forme di controllo, in primis statale. A sua volta, questo crea tutta una serie di ulteriori problemi. Purtroppo, non è proprio così vero che i mercati regolamentati dallo Stato siano così efficienti e ben funzionanti, tutt’altro…

Se vogliamo capire l’economia, la prima cosa che dobbiamo fare è quella di utilizzare le parole in modo appropriato e smetterla di definire “libero mercato” un qualcosa che di libero ha veramente poco. Come diceva Nanni Moretti in un suo famoso film di molti anni fa, “Chi parla male, pensa male”.

Quindi prima di appioppare ad un mercato l’etichetta di “libero”, dovremmo capire bene cosa si intende per libero mercato, ed in particolare preoccuparci di verificare che il mercato a cui ci stiamo riferendo possieda le 5 caratteristiche fondamentali che vi illustro in questo post.

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