In questo post abbiamo visto cosa si intende per elasticità della domanda. Oggi vediamo cosa si intende per domanda elastica e anelastica. 

Se vi ricordate, l’elasticità della domanda ci permette di capire quanto la domanda di un bene risponde ad una variazione del prezzo. Avevamo anche visto come calcolare in modo preciso il valore dell’elasticità. Nel nostro esempio, l’elasticità dei pacchetti di figurine che i due ragazzini volevano comprare finiva per avere un valore pari a 0,26.

Ora, nella vita reale, ci sono dei beni che hanno dei valori di elasticità molto alti. Questo vuol dire che la domanda di questi beni è molto sensibile a variazioni del loro prezzo. Se ad esempio il prezzo di questi beni aumenta anche di poco, la loro domanda scende in modo sensibile.

Altri beni avranno invece una domanda anelastica. In questi casi, anche variazioni sensibili di prezzo influiranno poco sulla domanda.

Dai Andrea, dacci qualche informazione in più! Il valore che abbiamo trovato l’altra volta è alto o basso? Come facciamo a distinguere tra domanda elastica e anelastica?

In primo luogo, noi dobbiamo sempre prendere il valore assoluto dell’elasticità. In altre parole, non dobbiamo considerare il segno. Questo perché l’elasticità ha sempre un valore negativo. Infatti, se il prezzo sale (ha una variazione positiva), la domanda scende (ha una variazione negativa) e viceversa.

Dal momento che per calcolare l’elasticità noi dobbiamo dividere due variazioni che hanno sempre segni diversi, il valore finale sarà negativo. Per comodità, noi consideriamo solo il valore assoluto (che è proprio quello che abbiamo fatto nel nostro esempio).

In secondo luogo, proviamo a pensare a cosa succederebbe se l’elasticità fosse uguale a 1. In questo caso, le variazioni percentuali di prezzo e quantità sarebbero identiche. Ad esempio, il prezzo di un bene potrebbe salire del 10 percento, e la domanda scenderebbe esattamente della stessa percentuale.

Questo ragionamento ci permette di prendere il valore 1 come parametro per distinguere tra domanda elastica e anelastica. In altre parole, se la domanda di un bene ha una elasticità maggiore di uno, allora è elastica. Se la domanda ha una elasticità minore di uno, allora è anelastica. Nel nostro esempio, con una elasticità di 0,26, le nostre figurine avevano una domanda anelastica.

Il fatto che la domanda di un bene sia elastica o anelastica dipende dalle caratteristiche di quel bene. Se un bene è superfluo, la sua domanda tenderà ad essere molto elastica. Infatti, se il prezzo di quel bene aumenta, le persone ridurranno di molto la sua domanda. Questo è quello che si verifica ad esempio con beni di lusso come i gioielli o le macchine costose.

Al contrario, se un bene è indispensabile, come ad esempio il pane, la sua domanda tenderà ad essere poco elastica. Quando il prezzo del pane aumenta, le persone continuano a comprarlo, in quanto è un alimento di cui non si può fare a meno.

Se poi il prezzo del pane dovesse andare alle stelle, è più facile che le persone scendano in piazza a protestare, piuttosto che rinunciare del tutto al pane! Questo è ad esempio quanto successe a Milano nel Seicento (vi ricordate I Promessi Sposi?), o in diversi Paesi tra 2007 e 2011 (tra cui anche i Paesi della cosiddetta primavera araba). In effetti, nella storia non si riportano episodi di rivolte dovute all’incremento di prezzo di beni superflui … a voi ne viene in mente qualcuna, per caso?

 

 

 

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