Il grande crollo è un classico, più volte ristampato, in cui John Kenneth Galbraith analizza cause ed effetti della crisi di Wall Street del 1929. Nel giro di poco meno di una settimana, il valore delle azioni quotate alla Borsa di New York crollò in modo rovinoso. Basti pensare che nella sola giornata di martedì 29 ottobre (il famigerato “martedì nero“), il mercato perse quasi il 13% del suo valore.

Ancora più gravi furono le conseguenze che il grande crollo di Borsa determinò sull’economia statunitense. A causa anche di politiche errate, nei mesi e negli anni successivi si aprì infatti una fase di crisi profonda, nota come la Grande Depressione.

In soli tre anni, tra il 1929 e il 1932, la produzione industriale quasi si dimezzò, determinando un incremento drammatico della disoccupazione. La crisi si protrasse per tutti gli anni Trenta, colpendo in particolare le zone agricoli e rurali, anche a causa della diminuzione dei prezzi agricoli. Nel suo famoso romanzo Furore, il premio Nobel per la Letteratura Steinbeck descriverà le condizioni misere di tante famiglie contadine che si ritrovarono senza lavoro e in povertà.

Il libro di Galbraith descrive gli eventi che scatenarono la crisi e le ondate di panico che si scatenarono nei giorni dei crolli di Borsa. Inoltre, l’autore fornisce anche la propria ricostruzione delle cause che scatenarono il grande crollo e la successiva depressione.

A più riprese, nel corso del libro, l’autore non manca di evidenziare come il grande crollo pose fino ad un periodo prolungato di crescita esponenziale dei valori delle azioni. Da questo punto di vista, quello del 1929 è l’ennesimo esempio di bolla finanziaria.

L’aumento dei prezzi delle azioni registrato prima del grande crollo era frutto di speculazioni e di aspettative irrazionali. Le persone correvano ad acquistare azioni senza tener conto del loro effettivo valore, ma spinte solo dalla fiducia che i prezzi avrebbero continuato a salire in futuro.

Purtroppo, essendo impossibile che i prezzi salissero all’infinito, era per certi versi inevitabile che prima o poi si sarebbe registrato un crollo. A sorprendere è piuttosto il fatto che, nonostante la storia riporti numerosi esempi di bolle finanziarie, ancora non si sia trovato il modo per evitare che eventi di questo tipo si ripetano.

Come dice lo stesso Galbraith, alla base di bolle finanziarie come quella che precedette il grande crollo del 1929 c’è la speranza degli uomini di arricchirsi in tempi rapidi e senza fatica. Fino a che ci saranno persone disposte a lasciarsi ingannare da questa illusione, episodi come quelli del 1929 saranno destinati a ripetersi.

Chi dovrebbe leggere il libro: sugli eventi del 1929 si è sviluppata una mole notevole di ricostruzioni, ipotesi e teorie. L’importanza storica, politica ed economica di quei fatti è in effetti notevole. Tra le altre cose, fu la Grande Depressione a spingere Keynes a scrivere la sua Teoria generale, che in pratica segna la nascita della moderna macroeconomia. Il libro di Galbraith è una lettura che mi sento di consigliare a tutti quelli che vogliono capire, senza perdersi in discorsi teorici troppo complessi, cosa effettivamente successe in quegli anni. Al tempo stesso, la lettura è un monito per tutti, per cercare di far sì che crisi come quella non si ripresentino nelle economie di oggi.

Citazione preferita: “Si tratta qui di un processo fondamentale e ricorrente. Si comincia con un aumento dei prezzi, che si tratti di azioni, beni immobiliari, opere d’arte o qualsiasi altra cosa. Questo aumento attrae attenzione e compratori, con la conseguenza che i prezzi aumentano ulteriormente. Le aspettative si autoalimentano, giustificate dallo stesso aumento dei prezzi. Il processo continua; l’ottimismo con i suoi effetti sui prezzi di mercato è all’ordine del giorno. I prezzi salgono ancora di più, poi per ragioni di cui si può discutere fino alla fine dei giorni, tutto finisce. Il crollo è molto più repentino del rialzo: un palloncino bucato sgonfiandosi non segue mai una traiettoria ordinata”

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