Oggi sono ancora un po’ appesantito dalle recenti vacanze di Pasqua e non me la sento di affrontare temi troppo impegnativi. Per questo motivo, ho deciso di parlarvi di un argomento curioso e divertente: la mania dei tulipani.

Dai Andrea, questo dovrebbe essere un sito di economia, cosa centrano i fiori adesso? Se volessimo saperne di più sui tulipani andremmo su un sito di giardinaggio! Abbiamo capito che sei stanco, ma vorremmo che tu continuassi a parlarci di economia!

Vi garantisco che non ho alcuna intenzione di cambiare l’argomento del blog e di cominciare ad occuparmi di giardinaggio … anche perché non ne sarei capace! Penso infatti di essere la persona meno dotata di pollice verde di questo mondo. Il mio interesse verso i tulipani è solo di natura economica e storica.

In effetti, la mania dei tulipani è considerata da molti come la prima crisi finanziaria della storia. La cosa curiosa di questa crisi, che si sviluppò in Olanda e toccò il culmine nel 1637, è che essa avvenne in larga parte al di fuori dei mercati finanziari ufficiali.

Se guardiamo agli eventi che portarono al rapido diffondersi della mania dei tulipani, e al successivo crollo dei prezzi, noteremo alcune caratteristiche di base che poi è possibile ritrovare in tutte le più famose crisi finanziarie della storia.

La prima cosa da chiarire è che la mania dei tulipani fu, a voler essere precisi, la mania dei bulbi di tulipano. Ad essere comprati e venduti, infatti, non furono i fiori recisi. Gli scambi avevano ad oggetto i bulbi, da cui sarebbe stato possibile ottenere, piantandoli, i fiori futuri.

Per capire come si sviluppò la mania dei tulipani, è necessario fare un piccolo sforzo di immaginazione, e tornare con la mente nell’Olanda del Seicento. Alcuni fattori di base facilitarono lo scoppio della mania, in quel contesto particolare.

In primo luogo, l’Olanda del Seicento era una nazione ricca, basata sul commercio, patria di una classe di borghesi agiati che avevano soldi da investire.

Alla disponibilità di denaro si accompagnavano poi le qualità intrinseche del tulipano. Il tulipano era infatti un fiore esotico, proveniente dall’Oriente, che portava con sé il fascino del nuovo e dell’insolito.

Nella sua ricostruzione storica, Mike Dash evidenzia come questi fiori avessero delle qualità cromatiche che, per l’epoca, erano davvero straordinarie. A colpire non erano solo i loro colori intensi, ma anche il fatto che alcuni tulipani presentavano delle screziature uniche, che li rendevano particolarmente ricercati. Solo molti anni dopo, in effetti, si scoprì che questi effetti cromatici erano dovuti al virus “mosaico”, trasmesso dagli afidi. In pratica, i tulipani più ricercati erano … tulipani malati!

Ultimo elemento che contribui a far scoppiare la mania dei tulipani era collegato al fatto che coltivare tulipani, nel Seicento, era un processo molto lungo, complesso e non privo di rischi. La possibilità che il bulbo morisse, o che desse vita ad un fiore non perfetto, erano infatti alte.

Se mettiamo insieme la grande richiesta per questi fiori esotici e dalle tinte forti, con una offerta per forza di cose limitata, possiamo capire come mai i prezzi dei tulipani cominciassero a salire.

A questo punto, la mania dei tulipani fu alimentata da un fattore psicologico, che come detto possiamo trovare in tutte le crisi finanziarie. Vedendo come i prezzi dei bulbi di tulipano continuassero a salire, molti commercianti cominciarono infatti a vedere la possibilità di fare soldi con poco sforzo.

A spingere queste persone a comprare bulbi di tulipani non era l’interesse per il fiore in sè, quanto un calcolo di tipo economico, ossia la prospettiva di poter vender quegli stessi bulbi, dopo un certo tempo, ad un prezzo molto più alto.

Come potete vedere ad esempio qui, questo tipo di ragionamento fece sì che in breve tempo il prezzo dei tulipani schizzasse alle stelle. Le cronache del tempo riportano addirittura casi di persone che arrivarono a vendere la propria abitazione per acquistare bulbi particolarmente ricercati!

Come detto, gli acquisti e le vendite di bulbi non avvenivano all’interno di una vera e propria Borsa, come quelle dei nostri giorni. Le contrattazioni prendevano luogo per lo più all’interno delle taverne, tanto che era prevista anche una commissione chiamata “i soldi del vino”, che gli acquirenti dovevano versare a contratto concluso.

Purtroppo, non esiste in natura nessun bene il cui prezzo possa salire all’infinito. Prima o poi, i prezzi dei tulipani erano quindi destinati a scendere e questo fu precisamente quello che accadde nel febbraio del 1637. La discesa dei prezzi fu repentina e molte persone si ritrovarono sul lastrico: avevano infatti venduto tutto ciò che possedevano per comprare dei fiori che ora non valevano più niente!

A guardarla bene, la mania dei tulipani avrebbe ancora oggi tante lezioni da insegnare, a tutti quelli che si illudono di poter guadagnare soldi facili sui mercati di Borsa. Purtroppo, quando si tratta di ricordare gli errori del passato, la memoria delle persone non è molto buona. Quella dei tulipani non fu infatti che la prima di una lunga serie di crisi finanziarie, tutte accomunate da una stessa dinamica di base, che vedrò di raccontarvi nei prossimi post.

 

 

 

 

 

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