La legge di domanda e offerta è probabilmente uno dei concetti più importanti dell’economia. Una vecchia boutade attribuita a John Ramsay MCCulloch, economista scozzese dell’Ottocento, afferma che anche un pappagallo può diventare economista, a patto che impari a ripetere “domanda e offerta”. Eppure, a molti il funzionamento di questa legge continua a sfuggire. In questo post cercherò quindi di spiegarla nel modo più semplice possibile.

In effetti, per capire come funziona la legge di domanda e offerta credo che la cosa migliore sia … mettersi in poltrona e guardarci insieme un bel film!

Cosaaaa! Dai Andrea, ci risiamo con i tuoi scherzi. Ma che ci azzecca, come direbbe qualcuno, un film con una delle leggi fondamentali dell’economia? Non riesci proprio a rimanere serio?

Se avete la pazienza di seguirmi, vedrete che non sto parlando a vanvera. Il film che voglio (ri)vedere insieme a voi è “Una poltrona per due“. Sono sicuro che tutti voi l’avrete visto almeno una volta, in quanto viene riproposto in televisione praticamente ad ogni Natale. Ad essere sincero, non sono nemmeno il solo ad aver pensato di utilizzare questa pellicola per spiegare come funzionano i mercati.

Non so se vi ricordate di cosa parla il film, e non vorrei nemmeno entrare troppo nel dettaglio per rovinare la sorpresa a quei pochi che ancora non l’avessero visto. Per quello che ci serve qui, possiamo limitarci a guardare la scena finale, che si svolge nella Borsa di New York.

In pratica, è come se si stesse giocando una partita tra due squadre contrapposte. Da un lato, abbiamo Winthorpe (interpretato da Dan Aykroyd) e Valentine (Eddie Murphy), dall’altra i fratelli Duke (Ralph Bellamy e Don Ameche). Per motivi che sarebbe troppo lungo spiegare (e dai, guardatevelo sto film!), Winthorpe e Valentine hanno deciso di vendicarsi dei Duke … facendoli diventare poveri. L’arma di cui si serviranno sarà … esatto, proprio la legge di domanda e offerta!

Vediamo come. Prima di tutto, definiamo il mercato. Ci stiamo occupando di arance. Le arance servono a fare … il succo di arance (geniale, eh?)! La quantità di succo di arance che posso produrre dipende ovviamente dal raccolto di arance.

Se la stagione è stata buona e ho raccolto molte arance, potrò produrre succo di arance in quantità. Se invece parte del raccolto di arance è andata distrutta a causa di eventi atmosferici, la quantità di succo di arance che posso produrre sarà più bassa.

Da cosa dipende il prezzo di un bene?

 

Adesso siamo pronti ad introdurre un primo elemento fondamentale: il prezzo di un bene dipende dalla sua scarsità. In pratica, minore è la quantità di un bene, maggiore sarà il suo prezzo. Il valore delle cose (e quindi, il loro prezzo) non dipende da quanto sono utili, ma da quanto sono disponibili.

Per capire meglio cosa voglio dire, basta pensare al famoso paradosso dell’acqua e dei diamanti. Come mai l’acqua, che è indispensabile per vivere e quindi utilissima, costa così poco, mentre i diamanti, che alla fine non servono a granché, costano un occhio della testa? Semplice: di acqua ce n’è finché ne vogliamo (almeno, in Occidente; in altre zone del mondo in effetti per l’acqua si scatenano delle vere e proprie guerre), mentre di diamanti ce ne sono pochissimi in circolazione.

Bene, torniamo alle nostre arance. Se il raccolto è andato male, di arance ce ne saranno pochine e il loro prezzo salirà. Se invece il raccolto è andato bene, il prezzo delle arance è destinato a scendere.

Adesso possiamo aggiungere il secondo elemento, che è una vecchia legge di Borsa (che vale anche per tanti altri mercati). Se vuoi fare soldi in Borsa, devi comprare a poco e vendere a tanto (facile a dirsi, il difficile è riuscirci!). Il motivo è abbastanza semplice. Immaginate di comprare una casa a 200.000 euro (poco) e di rivenderla due anni dopo a 450.000 euro (tanto!). Come vi sentireste? E se succedesse il contrario (comprate una casa spendendo 450.000 euro e la rivendete a 200.000)?

Il meccanismo della legge di domanda e offerta

 

Terzo e ultimo elemento: in un mercato abbiamo sempre delle persone che comprano e delle persone che vendono. I compratori formano la domanda di mercato. I venditori formano l’offerta di mercato. Il “rapporto di forza” tra domanda e offerta determina l’andamento del prezzo di mercato.

Pensate a domanda e offerta di mercato come i due piatti di una bilancia, che deve stare in equilibrio. Se uno dei due piatti prevale sull’altro, il cambiamento del prezzo è il meccanismo che riporta in equilibrio la bilancia. Se ci sono più compratori (la bilancia pende dal lato della domanda), il prezzo aumenta. Se ci sono più venditori (la bilancia pende dal lato dell’offerta, il prezzo scende).

Se ci pensate bene, questa cosa è legata a quello che dicevamo prima sul legame tra prezzo e scarsità. Se in un certo mercato ci sono troppi compratori, è come se quel bene fosse diventato più scarso (non basta più a soddisfare tutta la domanda), quindi il suo prezzo deve salire. Se invece ci sono troppi venditori, il bene è “troppo poco scarso” (molto disponibile), quindi il suo prezzo scenderà.

Bene, adesso possiamo capire il finale del film. Per comodità, chiamiamo Winthorpe e Valentine la Squadra A, mentre i fratelli Duke sono la Squadra B. La Squadra A ha delle informazioni giuste, mentre la Squadra B ha delle informazioni sbagliate, e questo è un punto cruciale… vi ricordate cosa abbiamo detto a proposito delle asimmetrie informative?

In particolare, la Squadra B ritiene (sbagliando) che il raccolto di arance sia andato malissimo, e quindi che il prezzo delle arance andrà alle stelle. Così, non appena il mercato apre, comincia a comprare arance, ipotizzando poi di poterle rivendere ad un prezzo più alto in futuro. Notate che non appena i Duke cominciano a comprare, il prezzo delle arance sale. Infatti, gli acquisti dei Duke fanno prevalere il lato della domanda, e quando la domanda prevale, il prezzo … vi ricordate?

La Squadra A sa che il raccolto invece è andato bene e che il prezzo delle arance sarà destinato a scendere, quindi fa la scelta esattamente opposta: attende che il prezzo sia abbastanza alto, e poi comincia a vendere. Quando Winthorpe e Ballantine cominciano a vendere in massa, questa cosa fa prevalere il lato dell’offerta (ricordate: l’offerta è data da chi vende) e quindi il prezzo delle arance comincia a … non ve lo dico nemmeno più, dovreste dirmelo voi a questo punto!

A un certo punto, escono i dati ufficiali sul raccolto, che in effetti è andato bene. Ci saranno arance in quantità! Ovviamente, il prezzo delle arance a questo punto cade a picco. I Duke, che avevano continuato a comprare quando i prezzi erano altissimi, si trovano in mano un bene che ha perso drammaticamente di valore, ma che loro hanno pagato un occhio della testa!

Se guardate il video, il prezzo massimo raggiunto dalle arance è stato di 142 dollari, il prezzo di chiusura del mercato è di 29. I Duke in pratica hanno perso 113 dollari in questo caso! Moltiplicate per tutte le quantità di arance che hanno comprato e non c’è da meravigliarsi che alla fine siano rovinati!

Per Winthorpe e Valantine vale il discorso opposto: loro hanno venduto quando i prezzi erano alle stelle e hanno cominciato a ricomprare quando invece erano bassissimi, accaparrandosi arance per un tozzo di pane. Potranno godersi i frutti del loro lavoro su una spiaggia tropicale da sogno (dove, in effetti, è ambientata l’ultimissima scena del film!). Alla fine, usando solo la legge di domanda e offerta, sono riusciti a consumare la loro vendetta!

 

 

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