L’elasticità della domanda è un concetto fondamentale dell’economia. Ricordate quando abbiamo parlato della legge di domanda e offerta? In quel post avevamo visto che se la domanda di un bene sale, il suo prezzo aumenta. Di contro, se è l’offerta del bene a crescere, il prezzo diminuirà. In pratica, gli atteggiamenti di consumatori e venditori possono modificare il prezzo di un bene.

La cosa divertente dell’economia è che noi possiamo vedere le stesse cose da diverse prospettive. Ad esempio, potremmo ora decidere di cambiare il prezzo di un bene, e cercare di capire come questo influisce sulla domanda dei consumatori. La risposta è molto semplice: quando il prezzo di un bene sale, la domanda di quel bene scende.

Per capire come questo possa succedere, prendiamo due ragazzini, Alberto e Paolo. Alberto possiede 6 euro, mentre Paolo ne possiede 3. Entrambi vogliono comprare dei pacchetti di figurine, che stanno collezionando. Ipotizziamo che un pacchetto di figurine costi 30 centesimi. In questo caso, Alberto ne comprerà 20 e Paolo 10. In totale, avremo quindi una domanda di 30 pacchetti di figurine.

Cosa succederebbe ora se il costo dei pacchetti di figurine passasse a 50 centesimi? Molto semplice, Alberto ne comprerebbe 12, mentre Paolo ne comprerebbe 6. La domanda totale di pacchetti di figurine passerebbe quindi da 30 a 18. Il prezzo delle figurine è aumentato e la domanda è diminuita, come volevasi dimostrare!

Va bene Andrea, è abbastanza scontato che quando il prezzo di una cosa aumenta, la si compri in minore quantità … non hai qualcosa di più interessante da raccontarci?

In effetti, di cose di aggiungere ne avrei giusto un paio. Innanzi tutto, notiamo che la diminuzione della domanda dipende da un elemento esterno, che abbiamo dato per scontato. La ricchezza di cui dispongono i due ragazzi è infatti rimasta uguale. Se fosse cambiata, le nostre conclusioni avrebbero potuto essere diverse.

Vediamo cosa succederebbe, nel caso in cui il prezzo delle figurine aumentasse, ma i nostri ragazzi avessero anche più soldi in tasca. Nello specifico, immaginiamo che quando i prezzi salgono, Alberto possa disporre di 12 euro, e Paolo di 6. In questo caso, Alberto comprerebbe 24 pacchetti, e Paolo 12. La domanda totale di figurine in questo caso sarebbe addirittura aumentata, passando da 30 a 36 pacchetti.

Per esprimere questo concetto gli economisti affermano che la diminuzione della domanda in corrispondenza di un aumento del prezzo si verifica solo se vale la clausola ceteris paribus, che in parole povere vuol dire “a parità di tutte le altre condizioni”.

Gli economisti poi non solo amano parlare difficile, ma sono anche piuttosto precisi. Per questo motivo, a loro spesso non interessa limitarsi a capire se la domanda di un bene è aumentata o diminuita, ma vogliono misurare con precisione di “quanto” è cambiata.

L’elasticità della domanda serve proprio a rispondere a questa domanda. Per calcolare l’elasticità della domanda, dobbiamo fare alcuni passaggi molto semplici:

  1. Come prima cosa, dobbiamo capire quanto è cambiato il prezzo del bene, in percentuale. Nel nostro caso, le figurine sono passate da 20 a 50 centesimi. Questo corrisponde ad un aumento del 150%.
  2. Dobbiamo poi vedere di quanto è diminuita la domanda, sempre in percentuale. Passando da 30 a 18, la domanda è diminuita del 40%.
  3. A questo punto, dividiamo la variazione della domanda per quella del prezzo. Il valore che otteniamo (che in questo caso è pari a 0,26), è proprio l’elasticità della domanda.

In pratica, l’elasticità della domanda misura quanto la domanda “reagisce” alle variazioni di prezzo (un po’ come fosse una “molla”, che reagisce dinanzi ad una forza esterna!). Come vedremo nel prossimo post, esistono beni che hanno una domanda molto elastica. In questi casi, variazioni di prezzo anche piccole producono grandi modifiche della quantità domandata. Al contrario, i beni con domanda poco elastica (o “anelastica”, come dicono gli economisti) sono quelli la cui domanda è poco sensibile alle variazioni di prezzo.

 

 

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