Dopo avervi parlato in diversi post dell’inflazione, adesso vorrei parlarvi di cosa succede in una economia quando c’è deflazione, ossia quando i prezzi dei beni diminuiscono. Quali sono allora i problemi della deflazione?

Dai Andrea, che problema vuoi che ci sia quando i prezzi diminuiscono? Non c’è nessun problema, le persone possono comprare più beni e tutti stanno meglio!

Purtroppo le cose non stanno proprio così. Molto spesso, quando si guarda ai fenomeni economici, si cade nell’errore di considerare solo gli aspetti più immediati ed evidenti. In realtà, però, i fenomeni economici sono complessi. Se vogliamo capire davvero come funziona l’economia, dobbiamo imparare a non fermarci alla prima impressione.

Durante una deflazione, è vero che i consumatori stanno meglio, in quanto sono avvantaggiati. Però ci sono anche persone che stanno molto peggio: in particolare, i produttori dei beni, che vedono i prezzi di ciò che vendono scendere.

Per avere un’idea di come i problemi della deflazione possano avere un peso economico, dobbiamo fare un salto indietro di alcuni anni. In effetti, in tempi recenti l’unico Paese avanzato che ha dovuto fare i conti con una deflazione persistente è stato il Giappone.

In questo ultimo periodo, è vero che anche altri Paesi, soprattutto nell’area Euro, hanno dovuto affrontare periodi di flessione dei prezzi. Si è trattato però di episodi di portata tutto sommato limitata. Per quanto riguarda l’Italia, ad esempio, stando alle stime Istat il nostro Paese è stato in deflazione nel 2016. I prezzi sono diminuiti mediamente dello 0,1% ed era la prima volta che succedeva dal 1959.

Ben più grave fu quello che successe all’economia americana tra il 1880 ed il 1896, quando i prezzi diminuirono del 23%. Quelli furono in effetti anni di crisi generale non solo negli USA ma nel mondo intero, tanto che il periodo tra il 1873 ed il 1895 è spesso ricordato come Grande Depressione.

A soffrire in modo particolare furono i contadini degli Stati dell’Ovest, che avevano preso soldi a prestito dalle banche degli Stati dell’Est. A causa della caduta dei prezzi delle merci, molti contadini si trovarono nell’impossibilità di pagare i loro debiti.

Ora, bisogna tener presente che all’epoca gli Stati Uniti, come molti altri Paesi, seguivano una politica monetaria basata sul sistema aureo. In pratica, la quantità di moneta che si poteva mettere in circolazione dipendeva dalla quantità di oro disponibile.

Se vi ricordate quello che abbiamo detto quando abbiamo parlato delle cause dell’inflazione, stampare moneta in più potrebbe essere un modo di uscire dalla deflazione. Se stampo moneta, infatti, creo inflazione e i prezzi dei beni tornano a salire.

Il problema che si pose negli USA a fine Ottocento era che ciò non era possibile, dato il limite rappresentato dalla disponibilità di oro. In un sistema aureo, non posso stampare più moneta se non dispongo di più oro.

In questa situazione, alcuni politici proposero di abbandonare il regime aureo e di utilizzare anche l’argento per creare nuove monete. Uno dei più accesi sostenitori di questa politica fu il candidato democratico alla presidenza William Jennings Bryan. Famosa in particolare la frase pronunciata da Bryan nel discorso di accettazione della candidatura: “Non possiamo calcare sul capo di chi lavora questa corona di spine. Non possiamo crocifiggere l’umanità su una croce d’oro”.

Tutto molto interessante, voi direte ma … cosa c’entra in tutto questo Il mago di Oz? Dovete sapere che il film con Judy Garland si basa sull’omonimo romanzo per ragazzi, scritto nel 1900 da Frank Baum.

Baum si sarebbe ispirato al dibattito politico del suo tempo per scrivere il suo libro, che ha più di un riferimento alla controversia sul sistema aureo. Ad esempio, il nome stesso Oz starebbe per oncia, ossia l’unità di misura per pesare l’oro. Alla fine del film, Dorothy (che rappresenterebbe i valori tradizionali americani) ritrova la strada verso casa seguendo una strada gialla (ossia il regime aureo)!

Se siete più curiosi, potete trovare una lista completa dei riferimenti politici del libro qui. Per quello che riguarda la storia economica, invece, alla fine Bryan fu sconfitto, gli Stati Uniti non abbandonarono il sistema aureo ma riuscirono a superare i problemi della deflazione. Nel 1898 infatti iniziò la corsa all’oro nel Klondike. La scoperta dei nuovi giacimenti auriferi permise di aumentare l’offerta di moneta e ciò pose fine alla grande deflazione!

 

 

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