Ragioni e torti dell’economia di Dani Rodrik è un’ottima lettura introduttiva per chi vuole capire come ragionano gli economisti. Rodrik è un economista turco, attualmente docente ad Harvard, considerato uno dei massimi esperti di economia internazionale e di economia dello sviluppo. Nel 2002, ha ricevuto il prestigioso Premio Leontieff, uno dei più importanti riconoscimenti in ambito economico, per i suoi contributi all’avanzamento del pensiero economico.

In questo libro, che è stato inserito nella classifica dei migliori libri di economia del 2015 sia dal Financial Times che dall’Economist, Rodrik fa chiarezza su molti luoghi comuni e pregiudizi nei confronti del lavoro degli economisti. La traduzione italiana del titolo rischia di essere ingannevole, in quanto può far pensare ad una sorta di “processo all’economia”, con l’autore nel ruolo di avvocato difensore.

In effetti, non si tratta qui di comparare ragioni e torti dell’economia, per capire se prevalgano le prime oppure i secondi. Il titolo originale, Economics Rules, illustra meglio lo scopo dell’autore, che è semplicemente quello di illustrare come lavorano e ragionano gli economisti. Il libro è scritto in modo molto semplice, senza ricorrere nemmeno ad una formula matematica, ma non è per niente banale, anzi.

Prendendo come esempi pratici una serie di casi reali, dalla congestion charge (la tassa sulla circolazione delle auto, introdotta anche a Milano) alle politiche per la crescita economica, dalle disuguaglianze di reddito alle cause della crisi finanziaria, Rodrik ci fa capire come le teorie economiche possano dare il loro contributo per risolvere tanti problemi che affliggono le nostre società. Allo stesso tempo, l’autore è consapevole che l’economia da sola non basta, e che i modelli economici vanno sempre interpretati e applicati con cautela ai casi concreti.

Chi dovrebbe leggere il libro: Ragioni e torti dell’economia è un libro utile tanto per gli economisti che per i non economisti. Non a caso, il libro si chiude proprio con un “doppio decalogo”: ai dieci comandamenti per economisti corrispondono i dieci comandamenti per i non economisti. Nello scrivere Ragioni e torti dell’economia, Rodrik voleva raggiungere in pratica un doppio obiettivo. Da un lato, voleva ricordare ai suoi colleghi quanto sia importante creare un dialogo, costruttivo e non arrogante, con la società e con i cittadini. Dall’altro, voleva mostrare a questi ultimi il lavoro degli economisti “da vicino”, per far capire quanto possa essere utile a tutti. In questo senso, credo che Ragioni e torti dell’economia rappresenti una sorta di lettura obbligata per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, abbiano un qualche interesse nei confronti dell’economia.

Citazione preferita: “L’economia fornisce molti strumenti analitici utili per affrontare le grandi questioni pubbliche del nostro tempo. Ciò che non fornisce sono risposte universali e definitive. I risultati ottenuti dall’economia in senso stretto devono essere combinati con valori, giudizi e valutazioni di natura etica, politica e pratica. Questi ultimi hanno poco a che fare con la disciplina economica, ma tutto a che fare con la realtà”

“Gli economisti non adorano il mercato (almeno non tutti), ma sanno come funziona meglio di te”

 

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